Semmai ci pensassi

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Semmai ci pensassi…
A chi sto parlando? A te che non ascolti e che pensi ad altro e che sei così brava ad ignorare le foglie e il vento?
Semmai ci pensassi, io direi, tra non molto – diciamo: alla lunga – saremo morti, io e te. E saremo tutti morti, alla lunga, noialtri.
Semmai ci pensassi..
La vita è breve – quanto durano i nostri desideri? C’é qualcuno che non ama l’infinito?
Quando io t’amai, dissi: per sempre. E quando decisi di fare l’artista, sapevo che era per sempre.
E altri parlano della legge dell’impermanenza. Chissammai!
Io dissi: per sempre!
Permanere mentre tutto scorre, dissi. Questo mi piaceva. Uno fa un quadro perché duri per sempre. E sfidi il mutare delle stagioni, degli umori e delle mode.
Non ti fare ingannare da spiragli di solletico.
Non lasciare che il tuo cuore – che sa – venga annebbiato da queste vaghe filosofie dell’effimero, che non fanno che carezzare le tue, le mie, debolezze.
Io dissi: per sempre.
Sapevo che l’eroe scorre nel tempo, rimanendo se stesso. E sapevo che tu, ed io, impregnati del fango della terra, saremmo per sempre fedeli al nostro sogno.
Semmai ci pensassi.
Semmai.


Oggi ero a Cuceglio. Ci sono malate di AIDS in quella casa. Ci vado una volta la settimana. Te lo dico senza fronzoli. Era stupendo. Era stupendo ridere fino al mal di pancia, per quell’idea bizzarra. Leggevo gli oroscopi, sopra una rivista, e scimmiottavo il destino. E loro ridevano. Io ridevo. Lo stomaco si contraeva per le risate. Loro. Le ragazze dell’AIDS. Quanto vivranno? Io pensavo.
Quanto vivranno?
E mi chiedevo: e se vivessero cinque anni, solo cinque anni – io mi chiedevo – e se vivessero solo cinque anni, non varrebbe la pena di ridere fino al dolore, stasera. E domani studiare quel po’ di matematica che ti consenta di scoprire quanto una maglietta in saldo al 25 per cento di sconto viene a costare, ora, coi saldi, se prima di Natale costava 150 euro?
Désirée è della Costa d’Avorio, ha diciotto anni. È al sesto mese di gravidanza. Lui si è dileguato. Joy è nigeriana, venticinque anni… Sono le più giovani.  Juliette, nigeriana, ha preso la toxoplasmosi, dopo l’AIDS, ed è un po’ deformata. Le gambe vanno da una parte, il corpo dall’altra. E le mani indicano strade diverse da quelle che il cervello vorrebbe.
Semmai ci pensassi. Tra non molto – alla lunga – saremo tutti morti.
Quanto è prezioso questo momento. Quanto è importante.


Tu piangi perché lei non è nel tuo letto, stasera.
Tu piangi perché ancora non hai un contratto a tempo indeterminato.
Domani piangerai perché non sei divenuto il capo del tuo settore.
Semmai ci pensassi…
Tra un po’ saremo tutti morti.
E tu? Cosa avrai combinato? Cosa avrai lasciato nel fiume della vita?
Io me lo domando. Tutti i giorni. E questa domanda mi apre lo sguardo.
Io ho sogni. Questi sogni sono la mia musica. Non voglio morire senza aver suonato la mia musica. Non lasciare che la tua musica muoia con te. Semmai ci pensassi, tra un po’ – alla lunga – saremo tutti morti.
Allora, aver amato, sciogliendo ogni paura, sarà la cosa più importante.
Avere stretto il culo, e abbracciato qualche filosofia dell’effimero, ti farà sentire una folata di vento inutile. Nemmeno una scoreggia.
Semmai ci pensassi…


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Il titolo del quadro: Semmai ci pensassi

Eugenio Guarini
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