Sto camminando lungo la riva del Serrù, verso il rifugio de La Pallotta, oltre i 2.400. Ho le scarpe da ginnastica e settant’anni. Il cuore batte emozionato, e nelle braccia tanta voglia di fare.
Sto cercando ancora la ragione della mia vita.
Non solo il perché io abbia fatto certe cose e ne abbia scartate altre. Il perché di questo non lo vedo ancora – anche se qui sento che doveva avvenire quel che è avvenuto.
Non solo questo, comunque: ma anche ciò che darà alla mia vita la ragione del perché sarà stata.
Lungo le rive del Serrù io sento che ho un futuro – oltre le scarpe da ginnastica!
Sento, soprattutto, che la vita è straordinariamente bella e affascinante. E che sto bene nel miracolo, senza posa.
Può essere che io non esista neanche – della logica, infatti, non mi fido più di tanto. Ma vorrei aver parte in questa cosa meravigliosa, grande, impossibile che chiamo vita, fosse anche un sogno.
Una parte consapevole. Vorrei essere un sì, che lo sa.
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